A.A.A. competenze cercasi

lente d ingrandimento sistema paese

L’ultimo articolo che ho pubblicato in relazione alla legge varata il 27 dicembre scorso sulle responsabilità civile degli amministratori pubblici (vedi https://zonafrancanews.info/?s=fuga+dalla+responsabilita), apre orizzonti di riflessioni che incidono seriamente sul concetto di ETICA, DEMOCRAZIA e CIVILTA’ della nostra società.

È ineludibile l’evidente affanno in cui annaspa l’attuale governo italiano per sostenere la “baracca”. Trovare risorse e coperture per un Paese, che è stato abbandonato per decenni a rapine e sprechi (che ancora perdurano) che hanno visto come protagonisti innumerevoli politici di variegato colore, è diventata certamente una impresa ardua.

L’ultimo annuncio dell’Ufficio delle Entrate mostra ulteriormente quanto sopra affermato. Dopo il più grande disastro economico conclamato, Il bonus edilizio 110 combinato con il reddito di cittadinanza, si è aperta la caccia ai “furboni” che hanno violato norme e tempi sul bonus edilizio; peccato che tra i futuri malcapitati ci saranno, oltre alle imprese costruttrici, anche inconsapevoli cittadini la cui ignoranza non è ammessa, mentre quella dei burocrati responsabili delle erogazioni dei crediti fiscali sicuramente sì.  Questa caccia avrà come risultato certo l’ennesima bastonata al privato cittadino che si è affidato inconsapevolmente a ditte certificate e che verrà spogliato dei suoi averi aggredibili mentre le aziende dichiareranno fallimento e si ricicleranno (per lo più) in quelle nuove. Chi si salverà saranno i veri truffatori, ovvero extracomunitari appena naturalizzati in Italia (con grande gioia della sinistra) che a migliaia hanno truffato il RDC e aziende finanziarie che hanno ottenuto crediti scontati e aziende create ad hoc per il “110”. Sicuramente una delle ulteriori cause di questo disastro è stato il cambiamento in corso ad opera di Draghi che, repentinamente e in modo inaccettabilmente retroattivo, ha cambiato le regole del gioco bloccando la cessione del credito, che era l’unica nota positiva della manovra, perché di fatto era una moneta interna e quindi concorrenziale e dannosa all’Euro e, di fatto, alla speculazione bancaria.

Torniamo ora alle due leggi oggetto di quest’articolo e al suo combinato disposto.

Nonostante le evidenti competenze del Ministro Giorgetti, sembra che questa rincorsa a chiudere le falle abbia portato a sottovalutare molti effetti collaterali, prassi che negli ultimi anni sembra andare di moda.

Si potrebbe dedurre che ormai è conclamata l’immunità del “posto fisso” nell’apparato pubblico. Questo non porta solo a evidenti risvolti negativi nell’area ETICA, che possono minare ancor più la già scadente morale della nostra società e, ancor più, non solo nell’ ulteriore deterioramento della gestione democratica della Res Pubblica, ma proprio nella economia del Paese.

È impensabile che non si sia previsto un conseguente arresto del comparto edilizio e indotto annesso. Questo porterà disoccupazione, cassa integrazione, minore introito fiscale che annulleranno, se non peggio, il rastrellamento a spot derivanti dalle sanzioni e degli annullamenti dei crediti fiscali. Tralascio l’analisi di una evidente esposizione del fianco politico dell’attuale governo ad attacchi di chi proprio è il vero responsabile di questa strage di denaro pubblico.

Però a questo punto è il caso di analizzare, oltre le cause, le conseguenze non solo economiche che questi “atti politici” creano alla nostra società.

“La legge uguale per tutti” sembra ormai una presa in giro e comunque applicabile solo nel comparto del privato; quello che ormai è diventato un paradosso per il comune cittadino, crea disaffezione, disinteresse e pericoloso senso di frustrazione che, per ora, si palesa con il dissenso e assenza nell’elettorato.

È evidente la mancanza di volontà di questo governo, come i precedenti, di voler prendere il toro per le corna e quindi di ristrutturare e riorganizzare l’apparato burocratico che, di fatto, oltre ai disastrosi recenti atti politici precedentemente elencati, è la principale causa del disastro economico del nostro Paese.

Quanto già sottolineato nel precedente articolo sopra menzionato crea il sospetto che il governo, se non sotto scacco, è sicuramente ostacolato da chi ha il potere dell’Amministrazione Pubblica che è, o dovrebbe essere, l’idroguida della gestione di un Paese. Invece, grazie a questo atteggiamento irresponsabile che, anziché essere combattuto, viene agevolato dai governi che si succedono in un cromatismo inesistente, viene continuamente viziato da una tutela che sicuramente è legata al voto di scambio. In un Paese in cui vota meno del 50% della popolazione avente il diritto, uno zoccolo duro del 13.2% (che va sicuramente a votare) diventa un ago della bilancia troppo importante. Se poi ci mettiamo una Magistratura che travalica continuamente il suo ruolo da “applicatore” della legge a “parte politica” che la discute, ecco che oltre a uno sterzo semi bloccato ci ritroviamo anche senza freni in una corsa che ci porta inesorabilmente contro il “platano” del fallimento sia economico sia sociale.

In questo contesto, vengono disattesi gli articoli 1-4-35-36 e 37 della Costituzione che regolano la legislazione e normative sul lavoro. L’ ennesima dimostrazione di una super tutela dell’apparato pubblico a discapito del privato e del cittadino comune, può creare (e infatti lo crea) una conflittualità nelle categorie che non si sentono né tutelate né (tanto meno) rappresentate; Il calo delle iscrizioni ai sindacati ne è una prova.

Purtroppo la difficoltà a invertire questa situazione non può essere imputata solo alla politica in senso stretto.

Una recente intervista con Francesca Siciliano, direttrice di Stevens Europen e grande conoscitrice delle normative del Mercato Europeo, mostra che la “iper regolamentazione” sta bloccando anche il grande mercato internazionale massacrando ulteriormente i produttori europei già alle prese con i ricatti d’oltre oceano e le demenziali (almeno in senso economico) scelte nei confronti del nostro fornitore energetico a basso costo.

Ancora una volta ci ritroviamo con un evidente problema di chi fornisce servizi pubblici, in questo caso la burocrazia di Bruxelles, che si “arrocca” in una suicida iper regolamentazione che blocca il comparto produttivo.

Ma allora non è solo un problema italiano.

Nell’intervista sopra menzionata, appare evidente la vera causa; mancanza di leader competenti.

Ancora una volta, come già evidenziato in vari nostri articoli e dal Financial Time stesso, ritorniamo alla vera causa dell’immobilismo o, per lo meno, la principale.

Questa epidemia si riflette a cascata fino al piccolo ufficio comunale e al suo dirigente che, a sua volta, si ritrova spesso con una pletora d’ incapaci ma completamente scudati e impossibile da sostituire o ri-formare professionalmente se l’impiegato stesso non lo vuole e/o non è collaborativo. Di fatto si è legato mani e piedi ai dirigenti prediligendo la fidelizzazione e i consensi. Questa situazione evidentemente non può essere più solo imputabile al sistema formativo scolastico, che sicuramente è complice, ma non è il mandante.

La iper tutela, mascherato da un propagandato garantismo, di una parte della società, voluta da un così detto “liberismo progressista (?)” ha prodotto il suo vero risultato e obiettivo; creare una roccaforte autoreferenziale inattaccabile e, quindi, un serbatoio costante di voti e consensi a discapito della efficienza e conseguente produttività.

Ecco che ritorniamo ai “punti di riflessione” iniziale; è sorprendente come politici, lavoratori e la gente comune tutta, ormai non sembri minimamente riflettere sul concetto di “azione e conseguenza”. Anche gli eventi recentissimi geopolitici danno ragione a questa mia impressione. Tutto viene deciso per risultati immediati e obiettivi a breve termine trascurando metodi, strumenti e conseguenze. La politica si è uniformata alla metodologia della speculazione finanziaria.

È ovvio che il sistema “mordi e fuggi” è ormai premiante per molte categorie dirigenziali, in primis quella politica che, con vantaggi e benefici da “Marchese del Grillo”, si può permettere anche un mandato elettorale solo per goderne i benefici a vita.

Certo è che la supina sudditanza di un popolo ormai inebetito dai problemi contingenti quotidiani e da una ignoranza dilagante, avvantaggia questa inqualificabile classe dirigenziale. Anzi, gli schieramenti creati dai soliti noti e rinforzati da ottusi inconsapevoli megafoni, alimentano una guerra tra i poveri che impoveriscono ancor più un popolo inerme.

Le soluzioni continuano a essere poche e utopistiche, visto le reazioni dei più agli eventi inqualificabili che ogni giorno, anche a livello geo politico, bombardano la nostra serenità e qualità della vita.

La speranza personale è che queste provocazioni destino sempre più uno spirito critico ormai assopito.

La conoscenza e la consapevolezza rimangono sempre le armi più forti e l’unica speranza.

 

Massimo Gardelli

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