Il 27 Dicembre scorso, il Senato ha approvato definitivamente il DDL AS 1457 “Modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20 e altre disposizioni nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e danno erariale”, già approvato alla Camera.
In soldoni (è il caso di dirlo) è stata ridotta drasticamente la responsabilità civile (e quindi di eventuali sanzioni) degli amministratori pubblici e politici in caso di conclamato spreco del nostro denaro.
La commedia della discussione in aula si è conclusa con 93 voti a favore e 51 contrari. Sottolineo “commedia” perché, nonostante la levata di scudi e proteste dell’opposizione, sono proprio la sinistra e il Movimento 5Stelle a beneficiarne visto le indagini e istruttorie in corso sui vari “bonus” monopattino, banchi a rotelle, speculazioni immobiliariste (vedi https://zonafrancanews.info/2025/08/17/il-politico-immobiliarista/) e altro.
Con “altro” intendo comunque una situazione ben precisa e ormai consolidata nella nostra società.
Questa recente legge approvata nasce da una esigenza che è stata denunciata molte volte a cominciare dallo scrivente. Nasce dalla nostra economia incatenata (https://zonafrancanews.info/2025/12/01/la-signora-delle-catene/) che fatica a ripartire nonostante gli sforzi delle Pmi che ci stanno regalando un +3% che sorpassa i cugini francesi impastoiati nelle cadute dei governi Macroniani.
Il perché della fatica a ingranare le marce alte della macchina della economia reale è stato ben descritto dall’ICGA di Mestre nell’Ottobre 2024 in una inoppugnabile relazione che mette a nudo l’inefficienza e, soprattutto il danno di circa 80 Miliardi che la pubblica amministrazione crea ai cittadini (italianahttps://zonafrancanews.info/2025/03/10/il-pizzo-e-altre-storie/) oltre al costo del mantenimento dell’apparato pubblico di circa 132 Miliardi/anno (https://r.search.yahoo.com/_ylt=Awr.jssFulJpa6czSQxHDwx.;_ylu=Y29sbwMEcG9zAzEEdnRpZAMEc2VjA3Ny/RV=2/RE=1767058054/RO=10/RU=https%3a%2f%2fquifinanza.it%2flavoro%2fstipendi-pubblica-amministrazione-spesa-stato%2f950105%2f/RK=2/RS=pTGWmo5d8CTziU4PqnVBPKWJ8iY-).
I vari link che ho messo a supporto di quanto affermato, ovvero che la PA costa al contribuente italiano circa 214 Miliardi/anno pari a circa 6 finanziarie dei bei tempi, non spiegano però il vero motivo che fa scattare l’esigenza di scaricare la responsabilità dei burocrati e dei politici, nonostante il danno acclarato: Si chiama immobilismo.
Questo è il ricatto sotto cui sono incatenate la nostra economia e le nostre imprese. Questi signori, non paghi dello stipendio fisso, spesso stellare, e praticamente con contratti di lavoro in pratica scudati, e/o addirittura immunità parlamentari, non muovono più un dito perché esisteva una spada di Damocle di responsabilità pecuniaria pesante, non solo in caso di conclamata corruzione e collusione, ma anche di errori che superassero il deontologicamente accettabile.
Da qualche anno questo braccio di ferro tra istituzioni e burocrazia è diventato insostenibile per il popolo italiano. Io stesso ne sono vittima e testimone.
Ma a questo punto sorge spontanea la domanda: ma quando mai la Magistratura ha applicato la legge appena modificata? Quando mai si è sentita una sentenza in cui s’ imponeva una sanzione milionaria a un dirigente pubblico o a un politico? Se è capitato è stata poi incassata? Se andiamo a ritroso a farci del male e ricordare le truffe, gli sprechi, il familismo spregiudicato…quando mai il Magistrato ha calato la mannaia di quella legge?
Come mai, solo ora, oltre alla sinistra che, nonostante gli evidenti vantaggi di cui beneficerà, si è erta a difesa di una ritrovata (?) morale;
Come mai toghe, da sempre silenti, della Corte dei Conti, hanno mostrato sdegno strappandosi i capelli in clip su vari social in cui fino ad ora erano sconosciuti?
Allora facciamoci un’altra domanda; perché ora questa “amnistia” e calata di brache nei confronti delle categorie su menzionate?
Azzardo alcune risposte che non vogliono essere spacciate come verità assoluta ma dubbi legittimi.
La prima risposta è che questo governo, a differenza degli ultimi, non è ideologico ma pragmatico; facendo i conti della serva, in maniera cinica ha deciso che se avesse ceduto su questo terreno, avrebbe in parte sbloccato la situazione economica imprenditoriale legata all’edilizia, ai grandi e piccoli appalti sulle infrastrutture pubbliche trascinandosi così anche gl’indotti collegati. Il governo quindi ha preferito perdere il braccio di ferro con la pubblica amministrazione e, di fatto, con la sinistra che la controlla, pur di far ripartire l’economia.
Ma questa sconfitta è strategica e un boomerang per l’opposizione; se infatti questa mossa rimette in moto la macchina, oltre a essere la dimostrazione lampante del ricatto a cui tutti i cittadini sono stati sottoposti da anni, sarà anche il successo della politica economica di Giorgetti e che creerà una ipoteca sulle prossime votazioni nazionali creando così, di fatto, una vittoria di Pirro per la sinistra.
La seconda risposta è ancora più cinica: quando e se verrà conclamata la verità sopra descritta, l’opposizione, già ridotta a un’armata Brancaleone senza dirigenti e politici di spessore, verrà completamente distrutta; ciò lascerà campo libero al governo che sarà incontrastato nelle sue politiche belliciste e megalomane (di fatto lo è già) con grande disastro per una democrazia senza opposizione, nemmeno finta come quella attuale.
L’ultima risposta, semmai possibile, ancora più cinica e disarmante, è che, in fin dei conti, questa legge depenalizzata fa comodo a tutti e quindi, anche al governo.
Come al solito dobbiamo valutare il meno peggio e personalmente, anche se mi disgusta, ritengo che questa mossa dimostri ancora una volta una sottile intelligenza che da anni non vedevo in alcuna delle figure apicali al Governo.
Se mi chiedete se questo mi soddisfa, vi rispondo con un sincero assolutamente no.
Massimo Gardelli


