Recentemente abbiamo ricevuto la notizia di un mega blackout in Spagna e Portogallo; molti sono rimasti sorpresi, altri no.
Sembra, anzi, che proprio i primi a non sorprendersi sono stati i tecnici spagnoli stessi, responsabili del passaggio del sistema, che paventavano questa possibilità. Come mai?
Dobbiamo partire dall’antefatto che la Spagna ha provato, tra i primi, ad applicare il Green Deal, così tanto caro a Bruxelles e ai Progressisti (e non solo), ovvero sganciarsi totalmente dai sistemi di produzione di energia elettrica tradizionale, ovvero con l’impiego di gas e petrolio, per una produzione autonoma di energia rinnovabile, ovvero eolica e solare, con un minimo di supporto di energia atomica (la Spagna ha 5 centrali nucleari con 7 reattori in funzione).
Purtroppo gl’ideali, o peggio, l’ideologia, spesso oscurano l’obiettività scientifica. Mi fermo qui e rimando le ottime spiegazioni nell’intervista (dal minuto 19.20 https://youtu.be/kkDE5NUfrV0) al mio amico Galileo Ferraresi, in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro, che spiega brillantemente e in modo semplice, i motivi tecnici che possono aver causato questo disastro.
Di questi motivi tecnici, voglio prendere in esame uno in particolare: la risonanza.
Come sempre, propongo la definizione, stavolta esposta da AI Overview:
“La risonanza è un fenomeno fisico in cui un sistema oscillante, sottoposto ad una sollecitazione periodica di frequenza uguale o vicina alla sua frequenza naturale di oscillazione, aumenta la propria ampiezza di oscillazione. In sostanza, la risonanza amplifica l’oscillazione di un sistema quando la forza esterna che lo sollecita è “sintonizzata” con la sua frequenza di risonanza”. È interessante sapere che uno dei maggiori effetti della risonanza è, appunto, “l’amplificazione” delle oscillazioni della frequenza.
Come spesso accade nei miei articoli, colgo la sovrapponibilità di quello che accade in natura con la vita sociale umana.
Ancora una volta riprendo quanto è accaduto nei recenti anni passati in cui una evidenza scientifica, anch’ essa palesata da tecnici del mestiere (molti medici e case farmaceutiche) è stata sacrificata per una ideologia che con la “risonanza” di una narrazione (evidentemente falsa) ha fatto saltare il sistema informativo scientifico mandando in blackout il sistema sanitario.
Lo stesso dicasi per qualsiasi altro tema, che sia geopolitico, etico/sociale, o altro, la “risonanza” della narrazione amplifica la percezione dell’individuo a percepire (a fare suo) il concetto che si è voluto inculcare. Quanto cerco di evidenziare viene spiegato in modo eccellente dalla scienza della comunicazione con la sindrome della giustificazione del sistema; In molti pensano che sia praticamente impossibile che il sistema in cui sono cresciuti e da cui hanno tratto benefici, possa causare danno. Si tende ad assumere che questo ponga sempre il nostro bene come assoluta priorità.
Questa sindrome, molto diffusa nelle vecchie e medie generazioni, viene “amplificata” dalla “dissonanza cognitiva”, ovvero quando qualcosa non si allinea alle aspettative che un individuo ha del mondo e della realtà che lo circonda, questo causa tensione psicologica e si tende a minimizzare attraverso un meccanismo di difesa che porta al rifiuto ed alla negazione anche della realtà più evidente.
Come spesso accade, la via che appare più semplice, o più comoda, porta spesso a vicoli ciechi o a strade sbagliate.
Di quanto fin qui descritto il mondo della finanza e della politica ne fa uso costantemente essendo ormai certamente una pratica vincente.
Chi va in “dissonanza”, ovvero con concorda con una narrazione (gruppo) viene eliminato dal sistema in vari modi: screditamento, ironia, sufficienza, indifferenza, offesa, o con nuovi termini omologati come terrapiattista o complottista. Il “gruppo” si difende in questo modo piuttosto che accettare, o per lo meno considerare, una teoria o una opinione che lo porta a rivedere le convinzioni consolidate e “omologate”. Peggio ancora se una opinione, o addirittura un fatto o uno studio scientifico insidia la certezza granitica dettata da un partito o un establishment.
Ecco che il cervello umano, un microprocessore biologico capace di adattarsi a varie frequenze (numero di onde/unità di tempo o, in corrente alternata, numero cambio direzione del verso al secondo) e “tensioni” (e quindi sollecitazioni) se continuamente sottoposto a variazioni ecco che va in stress e “salta”. Saltano i nervi, le certezze, lo stato emotivo e psicologico.
Galileo Galilei ha rischiato di essere accecato dall’ “establishment” religioso (ideologico) dopo aver dimostrato che la terra non era piatta ma sub sferica. La storia è piena di altri esempi simili dove scienziati, filosofi e politici sono addirittura morti per aver espresso pareri o teorie diverse dal consolidato; ancora oggi accade e in modo inquietante nonostante la percezione di essere in un mondo più “civile”.
E allora, perché non adattarsi a una unica narrazione e trovare rifugio in una sola, confortevole e rassicurante verità?
Massimo Gardelli


