Lo sfogatoio

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Chi mi legge sa che di solito corredo i miei articoli con dati  , percentuali e link di relazioni e ricerche scientifiche pubblicate, in modo da diminuire (eliminare è impossibile) le contestazioni basate solo su opinioni o schieramenti che fanno perdere, oltre il tempo, il focus dell’argomento. Oggi non farò nulla di tutto ciò visto che ho già pubblicato abbondantemente le verità fattuali in articoli precedenti.

Pochi giorni fa mi sono ritrovato a parlare in piazza in una assemblea cittadina nel nostro paese.

Nell’elenco che mi è sorto spontaneo sbottare alla piccola folla, ho evidenziato si le mancanze delle Amministrazioni, ma anche le proposte da attivare.

In maniera simpatica e scherzosa un ex sindaco locale presente l’ha battezzato uno “sfogatoio”.

Ho abbozzato e sono stato al gioco ma ora faccio alcune precisazioni che spero facciano riflettere a livello istintivo anziché creare un percorso di logica.

Ovunque ci capita di osservare, sia a livello locale, sia regionale e nazionale, personaggi apicali della pubblica amministrazione che hanno più ruoli, più stipendi, più pensioni.

Emblematico fu il direttore dell’ INPS Mastrapasqua che svolgeva contemporaneamente altri 24 incarichi,  pubblici e privati, con un reddito annuo di oltre un Milione di €.

Purtroppo questo non accade solo ai vertici nazionali ma anche nel territorio.

Tra direttori di uffici pubblici NEVRALGICI per l’edilizia e la tutela dell’ambiente, sanità locale, prevenzione, sindaci e tanti altri con importanza variabile ma che comunque incidono nella vita di tutti noi, sembra che esista una deroga deontologica che gli permette di fare il funzionario a tempo perso pur con la retribuzione completa.

Questa fetta importante, sia per quantità che qualità, di lavoratori pubblici crea un danno che, come descritto nel mio articolo https://zonafrancanews.info/2025/03/10/il-pizzo-e-altre-storie/. pari a due manovre finanziarie del nostro Paese; la stampa e i governi che si succedono però non menzionano mai questa frode puntando invece sempre solo sulla evasione, la mafia, e gli sprechi (quando va bene).

Ma quello che probabilmente esula dal quotidiano pensiero di questi personaggi, è la consapevolezza del danno immenso che fanno alle persone e, conseguentemente, alla vita privata.

Ho riflettuto a lungo per capire come queste persone, di cui molte sicuramente si ritengono professionali e corrette, possano non avere alcun senso di vergogna e di colpa per i danni catastrofici che producono nella società. Non stiamo parlando ora di mazzette, ma di TEMPO, IMPEGNO nei doveri del proprio mandato.

Aziende che falliscono per i tempi burocratici che si sono allungati 3-4-5 volte e più rispetto la media dei Paesi vicini, fideiussioni che saltano, preventivi che raddoppiano, business plan che diventano inutili; QUESTA è la facciata, già tragica di per se ma non dà la vera percezione di come incida quotidianamente su chi subisce tutto ciò.

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa può succedere in una famiglia che può avere un disabile, una o più persone anziane o dei bambini piccoli. Delle persone possono avere investito tutto per una prima casa, un’attività che gli deve dare sostentamento per tutta la famiglia e, dopo ANNI, o non ha ancora nulla o ha perso tutto…e perché? Perché una pratica burocratica si trascina per un anno e più e a sua volta rallenta le altre collegate, i prezzi lievitano, il patrimonio da investire sul progetto intanto viene eroso dalle spese impreviste, affitti, i redditi non entrano. Anche rimanere distanti da piccoli oggetti che ti hanno accompagnato tutta la vita e che non puoi più guardare o toccare perché chiusi in uno scatolone insieme a tanti altri dentro un capannone perché non riesci a costruire la tua casa dopo anni di burocrazia delirante; questo è un danno psicologico importante per tutti noi, specialmente per gli anziani che verso il finire della loro vita hanno pochi conforti; tra questi oggetti, fotografie, la loro vecchia scrivania o la poltrona.

E perché?

Magari perché il sindaco è affaccendato per altri incarichi “importanti” e quindi non convoca i Consigli comunali che a sua volta non delibera leggi e ordinanze vitali per la cittadinanza. Oppure il responsabile Provinciale o Regionale non ha tempo per espletare le funzioni per cui è pagato ed è impegnato per altri incarichi che esulano dal suo mandato. Tutto ciò provoca una mancanza di controllo della EFFICIENZA degli uffici, da lui diretti o che dipendono da lui che ne ha la responsabilità, con conseguente anarchia difficilmente ammessa nel privato.

Sembra quindi che nel “pubblico” si sia sviluppata la sindrome da “Marchese del Grillo” (io sono io e voi non siete un….!) che mal si confronta con i contratti e mandati a cui dovrebbero rendere conto i nostri dipendenti a cui  noi cittadini paghiamo gli stipendi; perché forse a molti di loro non è chiaro, ma è così che funziona! I dipendenti pubblici sono al SERVIZIO dei cittadini e non a tempo perso, ma “full time”!

Ecco, raccontata così, con la pancia e non con i numeri, forse si ha più la percezione del disastro in cui siamo immersi tutti, compresi i colpevoli (almeno per la maggior parte) di questo danno mostruoso che sta sgretolando le nostre ricchezze, i nostri sogni legittimi, la nostra società, LA NOSTRA CIVILTA’!

Concludo con una precisazione di un concetto di cui ultimamente spesso ci si riempie la bocca quando si denunciano, specialmente pubblicamente, questi fatti gravi che stanno erodendo la nostra vita: tutti, anche quando non sembra, fanno politica! Ritengo che non ci sia niente di più sbagliato di questo “leitmotiv”. Affermo invece che molti fanno i politici e pochi fanno politica.

I primi fanno propaganda per i propri partiti, i secondi cercano le soluzioni per il bene della società.

Ne consegue che i protagonisti della società si possono dividere in due maxi gruppi:  Chi fa “a moine” e la dà ad intendere fregando il prossimo e chi lavora per la propria e altrui soddisfazione sentendosi realizzato non tanto per il denaro accumulato ma quanto per i progetti finiti e funzionanti.

Voglio concludere che questi signori potranno anche sentirsi orgogliosi di essere diventati “importanti” e aver conquistato posti di rilievo con furbizia, conoscenze, escamotage, ma non potranno mai avere quella soddisfazione che molti cittadini, seppur meno importanti, hanno avuto nella vita: la soddisfazione di aver contribuito a migliorare qualcosa; che sia una scuola, una piccola azienda, un ufficio pubblico.

C’ E’ UNA BELLA DIFFERENZA!

Massimo Gardelli – Sistema Paese

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